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RICORDI E STORIE DI POMODORI E POMODORI…

CI SONO POMODORI CHE SONO SPECIALI !!!

Il sole era alto ma non ancora caldissimo e le nuvole nel cielo disegnavano forme strane, che immaginavo essere personaggi fantastici di una storia inventata: Coccodrillo, dinosauri e cavalieri erano i personaggi del mio cielo azzurro che questo giorno mi aveva regalato.

Tutto era pronto ormai da giorni, bastava aspettare che smettesse di piovere; il grande giorno era arrivato finalmente. Ogni mattina, visto che era finita la scuola per le vacanze di Pasqua, mi alzavo dal letto e la prima cosa che facevo era andare a vedere se c’era il sole o no, perché il mio nonno mi aveva promesso che avremmo fatto una cosa insieme.

Il terreno era pronto: una piccola striscia di terra delimitata da mattoni Rossi diventava l’orto più bello del reame, almeno per me, dove i pomodori erano gli inquilini indiscussi ed anche i soli.

… Le sue mani grosse e rugose di chi ha lavorato per tutta la vita, toccavano la terra, facevano un piccolo buco e il seme, che gelosamente aveva Curato da un’estate ad una primavera, era pronto per essere piantato nella terra.
Lentamente  mi faceva prendere il concime, rigorosamente stallatico,  preparava il posto giusto ed io come se fosse un regalo di natale lo mettevo lì timidamente…
Lui  toglieva la piantina dal vasetto e me la faceva mettere in terra, con un rituale tutto nostro.
Uno scambio di sorrisi affettuosi e sinceri che andavano dritti al cuore, un magico incontro di sguardi che sono rimasti impressi nel mio animo da sempre.

Mi prendeva le mani e mi guidava pazientemente per coprire la zolla, mi consigliava i gesti per prendermi cura delle piantine di pomodoro con quella delicatezza che solo un uomo burbero ma dolce come lui può custodire.

Questa estate ho raccolto i miei pomodori dell’orto, mi sembrava che lui fosse con me, lì a guidarmi le mani, ho chiuso gli occhi ed ho rivisto il suo sorriso. -che gioia infinita-

Ci sono pomodori e pomodori… E questi sono speciali!!!!

E così grazie a questa quarantena, dove abbiamo dovuto impiegare il nostro tempo, abbiamo fatto anche noi l’orto in un piccolo pezzo del nostro giardino.

Finalmente sono riuscita a farmi il mio pezzo di terra dove mettere in pratica quel che il mio nonno Marcello mi ha insegnato.

Insieme ragazzi ci siamo messi lì, abbiamo preparato la terra, abbiamo tolto le erbacce, abbiamo spianato il terreno, messo il concime ed abbiamo aspettato che fosse il tempo giusto per piantare. L e mani, questa volta le mie, hanno guidato quelle di qualcun altro in questa cura e amore per la terra… grazie nonno!!!!

Abbiamo scelto le piante e con cura ne abbiamo preservato la crescita ed ogni volta che toccavo le foglie di pomodoro era buffo perché la mia mente andava a quando avevo 8 anni ed ero parte attiva di quella orto insieme al mio nonno.

Oggi come allora apprezzo ogni singolo dono che la terra Mi dona e non riesco a non gioire del tempo che questo orto ci ha regalato, perché è stato tempo condiviso con i nostri figli; anche se c’era a volte il sole che cuoceva la testa, anche se la voglia era inesistente siamo stati capaci di fare dei pomodori fantastici Che non solo sono buoni ma sono anche ricchi di ricordi da tramandare.

L’orto come specchio condiviso per preservare la nostra unicità anche facendo una cosa tutti insieme

Per noi, famiglia XXL, riuscire ad autoprodurre è una cosa fantastica, ma soprattutto riuscire ad autoprodurre insieme, dove c’è chi piante pomodori, chi invece pianta zucchine, chi invece piante cetrioli, ma sa già che non li mangerà mai; oppure chi ha provato a piantare le patate ma non c’è riuscito. Anche in questa cosa tutti insieme ognuno ha preservato la sua unicità e questa sono sicuro è la nostra forza.

Grazie al mio Nonno Marcello ( colui che è l’uomo più  importante della mia vita) che mi ha tramandato il suo sapere, ora come non ma,i il rapporto con la terra è diventato unico e mi rende felice capire che i suoi insegnamenti erano qui dentro me ed aspettavano solo il momento per uscire fuori e riempirmi di gioia.

Grazie nonno Marcello Capità del mio cuore.

4 commenti

  • Nicoletta

    Anche per me una storia simile. I ricordi della mia infanzia nel giardino di mia nonna, a piantare Basilico, pomodori e fiori. E il desiderio di ricominciare a farlo da grande, col mio bambino, per insegnargli da dove vengono davvero le verdure e che, se coltivate con amore, hanno il sapore più buono del mondo. Grazie Veronica, che meravigliose parole e quanti ricordi hai fatto riemergere!

  • Silvia Fanio

    Mi hai emozionata, ma con te è facile, le tue parole mi emozionano sempre.

    Anche noi abbiamo avuto un orto in poggiolo, una grandissima soddisfazione ricordando l’orto in montagna di mio nonno. Ora abbiamo solo fragole ed erbe aromatiche, ma chissà, in un futuro…

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